Elettra Pollastrini

Breve storia di una delle Madri della Costituzione italiana.. 


Elettra Pollastrini nasce a Rieti il 15 luglio 1908, ma completa gli studi tecnici a La Spezia, dove il padre si era trasferito in quanto dipendente dell’Ufficio Ipoteche. Nel 1924 raggiunge a Parigi il fratello Olindo, socialista internazionalista, emigrato per sfuggire alle persecuzioni fasciste. Con lui lavora alla Renault e inizia la sua militanza politica; la partecipazione ad alcuni scioperi le costano il licenziamento. Nel 1932 aderisce alla Lega internazionale delle donne per la pace e la libertà e si iscrive al Partito comunista francese; nel 1934 si iscrive al Partito comunista italiano. Partecipa alle riunioni dei Comitati contro l’intervento militare in Abissinia (1936) ed è molto attiva nei movimenti femminili e in quelli contro il fascismo e la guerra. Nel 1937 è in Spagna, a fianco delle Brigate Internazionali, per portare aiuti e solidarietà al popolo spagnolo. Anche se dichiarata “indesiderabile” dalle autorità francesi, ritorna in Francia dove si occupa dell’organizzazione dei comitati femminili dell’Unione popolare italiana, è redattrice di “Noi donne” e collabora alla “Voce degli Italiani”. Scoppiata la guerra, il 2 settembre 1939, viene arrestata e rinchiusa prima nel carcere femminile della Roquette e poi nel campo di internamento femminile di Rieucros en Lozére, a Mende, dove conobbe Teresa Noce, Baldina Di Vittorio Berti, Angiolina Fibbi ed altre donne che erano politicamente attive. Consegnata alla polizia italiana (1941), viene mandata al confino a Rieti. Qui riprende l’attività politica clandestina contro la guerra e il fascismo. Dal luglio 1943 collabora alla riorganizzazione partitica a Rieti ed entra nella Resistenza. Nell’ottobre 1943 viene incarcerata a Regina Coeli e nel gennaio 1944 viene condannata a venti mesi di lavori forzati nel carcere modello di Aichach, in Baviera, dove incontra altre italiane antifasciste. Dopo il 25 aprile 1945 rientra in Italia, dove il Comitato di Liberazione Nazionale la nomina, su designazione del PCI, tra i membri della Consulta Nazionale. Lo stesso partito la candida all’Assemblea Costituente nel collegio Perugia-Terni-Rieti: viene eletta, risultando terza per le preferenze ricevute, tra i candidati del Partito comunista italiano. Ricopre anche la carica di Assessore all’Assistenza del Comune di Rieti;è responsabile femminile della Federazione comunista della città e membro del Comitato federale e del Comitato direttivo nazionale del PCI. Per le elezioni politiche del 1948, Elettra svolge una intensa campagna elettorale tenendo comizi in moltissimi paesi del Reatino. Il 18 aprile 1948 viene quindi eletta deputata della I Legislatura nelle liste del PCI e farà parte della XI Commissione lavoro e previdenza sociale. Alle lezioni politiche del 1953 risulta la prima dei non eletti nel collegio Perugia-Terni-Rieti, ma la scelta di Armando Fedeli di optare per il Senato le permette di essere confermata nella II Legislatura, durante la quale farà parte della VII Commissione Lavori pubblici. L’11 giugno 1958 cessa la sua attività parlamentare, durante la quale ha presentato 26 progetti di legge e svolto 13 interventi. L’ultimo incarico lo riceve dal Partito Comunista, che la invia in Ungheria, dove è giornalista di Radio Budapest. Torna in Italia nel 1963 e continua la sua attività politica nelle varie organizzazione del Partito Comunista. Muore a Rieti il 2 febbraio all’età di 81 anni.