Nello scaffale


Karnhoval

Karnhoval  1969- 2019 : volume realizzato grazie all'Archivio di Stato di Rieti a cura di Roberto Lorenzetti, Ubaldo Muzi, Albeto Tessore.

I protagonisti di quell'esperienza raccontano dopo cinquant'anni, uno dei più straoirdinari eventi dei' 60 reatini con memorie, fotografie, articoli di giornale e testimonianze di molti artisti che parteciparono alla rassegna internazionale.  




 

Libro Il territorio libero di Norcia e Cascia a 70 anni dalla proclamazione 1944-2014

Trama libro

Il 16 marzo del 1944 la Brigata garibaldina A. Gramsci dell'Umbria, guidata da Alfredo Filipponi e Svetozar Lakovic, proclamava la prima "Zona libera" nell'Italia occupata dai nazisti: Cascia, Norcia, Monteleone, Leonessa, Poggio Bustone Albaneto, per circa 1000 Kmq. Nel 1975, nel trentennale della Liberazione, a Norcia si tenne una Tavola Rotonda in cui, sulla vicenda della prima repubblica partigiana, si confrontarono gli ex partigiani jugoslavi e altri diversi protagonisti. Dopo 70 anni pubblichiamo per la prima volta quegli Atti, interrogandoci sullo stato di una storiografia resistenziale che così a lungo ha ignorato questo evento.


La normalità colpevole : Il Lager di Farfa

E' pronto il libro sul campo di Farfa e sui riflessi della Shoah nei documenti dell'Archivio di Stato di Rieti coedito insieme alla Fondazione Museo della Shoah. Sarà presentato il prossimo 28 gennaio. Raccoglie gli atti del Giorno della Memoria organuzzata lo scorso anno presso l'Archivio di Stato di Rieti.


Un libro dedicato alla partigiana di Capradosso Nice Tomassetti

 

In questo libro Nino Chiovini ricostruisce la figura della donna uccisa nell’eccidio dei 42 martiri di Fondotoce (Verbania) il 20 giugno 1944. Una donna di grande coraggio, dignità e fierezza.
“Non è stato facile, a tanti anni di distanza dall’eccidio – un evento di cui gli unici documenti conosciuti erano le storiche fotografie e il diario del giudice Liguori – ricomporre la figura, la vita nei suoi tratti essenziali, gli ultimi giorni , le ultime ore di Cleonice Tomassetti (…) E’ quanto ho tentato di fare con paziente lavoro individuando le persone in grado di raccontare fedelmente, recuperando testimonianze, notizie, documenti, confrontandoli e connettendoli – con le personali osservazioni – come in un mosaico, nell’intento di restituire all’idealizzata figura di Cleonice Tomassetti la sua identità, cercando di svelare la sua dolente umanità e le sue insospettate doti. E nello stesso tempo mettere a fuoco la figura del ragazzo che divise con lei gli ultimi giorni di vita e la medesima morte (…) “. Nino Chiovini

Aldo Cazzullo nel volume Viva l’Italia (Mondadori) a pagina 93 e 94 cita questa figura femminile e le frasi più significative e forti da lei pronunciate dall’arresto alla morte a Fondotoce.

Neri Marcorè alla Festa del 1° maggio a Roma ha ripreso questo brano: “ se percuotendomi volete mortificare il mio corpo, è superfluo il farlo; esso è già annientato: Se invece volete uccidere il mio spirito, vi dico che è opera vana: quello non lo domerete mai” poi : “Ragazzi viva


La Resistenza nel Reatino

Per un lungo arco di tempo a Rieti di Resistenza si era parlato davvero poco. Pochissime le pubblicazioni e pressoché nulle le iniziative convegnistiche o che, in ogni caso, proponessero una riflessione sull’argomento. Il settantesimo della liberazione, sia quello della città nel 2014 che quello dell’Italia nel 2015, si è rivelata l’occasione affinché questo tema ricevesse quella giusta attenzione che attendeva da anni. (dall’introduzione di Renato Covino e Roberto Lorenzetti)   

Sommario:  RENATO COVINO, ROBERTO LORENZETTI Introduzione – ANTONIO PARISELLA La Resistenza nel Lazio e in provincia di Rieti. Appunti e orientamenti – TOMMASO ROSSI La brigata “Gramsci” tra Umbria e Reatino – RENATO COVINO La zona libera di Cascia-Norcia-Leonessa – MARCO VENANZI La battaglia di Poggio Bustone – EDOARDO DE SANTIS PASSARANI La battaglia aerea di Rieti – ANTONIO CIPOLLONI Aspetti della lotta di Liberazione della provincia di Rieti – ILEANA TOZZI L’impegno e l’attività del clero reatino tra l’occupazione tedesca e la Liberazione – LUCIANO SAREGO Per la “liberazione”. Un proposito monarchico e gruppi armati tra Aquilano e Sabina. (1943-1944) – ANGELO BITTI Umbria e Sabina tra guerra di liberazione, guerra civile e guerra ai civili (1943-1944) – MARIA GIACINTA BALDUCCI Alcuni aspetti della Resistenza in Sabina – LIANA IVAGNES I fatti di Leonessa – ROBERTO LORENZETTI Cleonice Tomassetti da Capradosso – MARILENA GIOVANNELLI Rieti e provincia dalla caduta del fascismo al governo alleato

http://www.abcvox.info/enrico-amatori-la-resistenza-antifascista-nel-reatino-1943-1944/



Il Lazzarettismo in Sabina

L’infame setta dell’empia dottrina è il modo in cui nel 1904 l’arciprete di Scandriglia definì il movimento di David Lazzaretti, preoccupato per un suo possibile riacutizzarsi in Sabina dove aveva preso le mosse nel 1868.
La letteratura sul movimento lazzarettista è vasta, soprattutto per quanto concerne il ruolo svolto nei centri dell’Amiata, mentre la sua presenza in Sabina, seppur presente nelle varie narrazioni, non era stata mai compiutamente indagata.

 

Il libro di Roberto Lorenzetti, che già si era interessato all’argomento negli anni settanta del Novecento, cerca di sopperire a questa carenza grazie anche alle numerose fonti che si sono potute reperire nel contesto della sistemazione dei nuclei documentari da parte del Centro Studi “David Lazzaretti” di ArcidossoScandriglia, Ponticelli Sabino e Montorio Romano sono i centri che hanno fatto da sfondo alla nascita del lazzarettismo in Sabina dove, pur seguendo percorsi paralleli, si è intrecciato con il movimento evangelico di Poggio Mirteto e Forano, così come con quello di Oreste De Amicis che coinvolse anche il Cicolano, parte della provincia di Rieti al tempo in Abruzzo. Si tratta di movimenti che, pur manifestandosi nello stesso periodo e nel medesimo territorio, non si sono mai incontrati. Il filo rosso che li tiene insieme è quello dello sconvolgimento sociale, economico, e culturale che investì le classi subalterne nel periodo postunitario, le quali individuarono un percorso di speranza in movimenti che si ponevano in una dimensione “altra” rispetto al normale ordine delle cose.

Non v’è dubbio che il movimento social-religioso di David Lazzaretti è quello che si è manifestato con maggior vigore, proponendo un’organizzazione della società del tutto alternativa a quella preesistente, tutt’oggi difficilmente inquadrabile all’interno dei tradizionali schemi interpretativi.

 



Rieti nel Risorgimento italiano

Con il libro ristampato di recente e scritto nei primi del '900, dal primo sindaco socialista di Rieti Angelo Sacchetti Sassetti, c'è la possibilità di ripercorrere e rivivere i fatti esaltanti e tragici del periodo risorgimentale reatino. Poche città del centro sud sono legate così indissolubilmente alle vicende nazionali e ai destini della Repubblica Romana. Nel libro troveremo il racconto e molti degli aneddoti relativi alla lunga presenza a Rieti di Garibaldi e delle sue truppe. Rileggendo il volume e passeggiando per le strade del centro storico, c'è la possibilità di ricordare ma anche di immaginare, una città diversa, con i suoi alberi della libertà piantati nelle piazze principali, le intemperanze dei garibaldini verso il clero e i carabinieri, le strade invase da senzascarpe desiderosi di unirsi alle imprese dell'eroe dei due mondi, le truppe lacere e ferite dopo il drammatico epilogo della Repubblica Romana. Un libro quello di Sacchetti Sassetti che non solo descrive i fatti storici ma è che è anche in grado di farci riflettere sugli umori del popolo, sulla idealità, ingenuità ma anche sulle contraddizioni di chi animò quel fervente periodo storico e che spesso, dopo aver indossato la camicia rossa garibaldina, fu costretto successivamente, a riprendere le armi indossando i panni del "brigante".


NOTE SULL'AUTORE

 

Angelo Sacchetti Sassetti nacque a Rieti il 20 ottobre 1873. Frequentò la Facoltà di lettere dell'Università di Roma dove ebbe modo di seguire le lezioni di Antonio Labriola, al cui pensiero rimase legato per tutta la vita. Tornato a Rieti, insegnò al ginnasio dedicandosi intensamente alle attività sociali in favore dei lavoratori degli opifici reatini. Fu sindaco di Rieti dal 1920 ma nel '26 fu destituito e allontanato da Rieti per manifesto antifascismo. Visse a Matera, Potenza ed infine ad Alatri, sua seconda patria, in cui continuò la sua fervente attività culturale, letteraria, politica ottenendo la cittadinanza onoraria. Nel '44 tornò a Rieti, nuovamente eletto alla guida della città dal 1946 al 1956. Si spense a Rieti il 24 maggio 1968 lasciando un gran patrimonio di opere, circa 130, principalmente di carattere storico. 


Vita e morte del brigante Berardino Viola

Le imprese memoriabili in terra d'Abruzzo e nel Lazio

Fulvio D'Amore

Il libro di Fulvio D’Amore, che segue una estesa letteratura sull’argomento “brigantaggio”, giunge in un momento storico in cui l’autore riesce ad individuare con una linea di interpretazione “forte” una più profonda verità su vicende già largamente note. Gli avvenimenti sono pressoché sconosciuti e rievocano, con dovizia di particolari inediti, le imprese memorabili di Berardino Viola, massimo rappresentante di quel ribellismo postunitario che la storia dei vincitori condannò alla criminalizzazione.

Numero di pagine: 254

Editore: ControCorrente


Argo Secondari e gli Arditi del popolo

Copertina del libro di Eros Francescangeli - Ed. Odratek

Copertina del libro di Eros Francescangeli - Ed. Odratek

 

Argo Secondari (Roma 12 settembre 1895 - 17 marzo 1942, Rieti)

 

 

Il nome più illustre, ospite del cimitero di Rieti, è sicuramente quello di Argo Secondari, fondatore degli Arditi del Popolo, prima organizzazione antifascista in Italia.

  

Il suo nome è legato alla nascita avvenuta il 6 luglio 1921 presso l'Orto Botanico di Roma, del movimento degli Arditi del Popolo, organizzazione creata in opposizione allo squadrismo fascista.

Gli Arditi divennero in poche settimane un'organizzazione nazionale ramificata, la prima organizzazione antifascista in Italia.

Il gruppo iniziale era formato da circa duemila persone (in massima parte ex combattenti della prima guerra mondiale ed esponenti dell'anarchia) e la sua nascita fu salutata anche con gioia da Lenin sulla Pravda ma eccezion fatta per i terzointernazionalisti del PSI e per l'area Libertaria, non ebbe il sostegno dei gruppi dirigenti delle forze del Movimento Operaio.

 

 Le vittoriose difese di Viterbo e Sarzana dagli attacchi fascisti, organizzate dagli AdP, cominciarono ad incrinare la compagine fascista ma non bastarono. Anche le memorabili 5 giornate di Parma non riusciranno ad opporsi all'offensiva fascista appoggiata da Stato e padroni.

Secondari, ex tenente pluridecorato degli "Arditi Assaltatori"e di tendenze anarchiche, fu aggredito iil 22 ottobre 1922 da alcuni fascisti che lo bastonarono in modo tale da provocare gravi lesioni alla testa. Il fratello Epaminonda, medico cardiologo, provò a portarlo negli Stati Uniti, dove egli viveva, per poterlo curare, ma non riuscì nell'intento.

Il regime fascista decise che doveva essere rinchiuso in un manicomio. E Secondari vi rimase per diciotto anni, fino al 17 marzo 1942, quando morì all'età di quarantasei anni nel manicomio di Rieti, allora sito presso le strutture della chiesa di San Francesco.

 

Il suo funerale per ordine della questura di Rieti, che temeva il verificarsi di disordini, si svolse privatamente.

 

Su fecebook è presente una pagina fan

http://www.facebook.com/pages/Rieti-Libertaria/218989556883#!/pages/Argo-Secondari/48474447345?v=info&ref=ts


Il 6 dicembre 2025, è stato presentato il libro ''Gruppi musicali nella Rieti degli anni '60-'70'', Il volume è stato scritto da Aldo Lafiandra, uno dei protagonisti della scena musicale dell'epoca che,in tanti anni di passione e ricerca, è riuscito a regalare alla città un'affresco dettagliato dei gruppi operanti nei fatidici anni '60 e nel decennio successivo.Il volume, il primo in assoluto dedicato allo specifico della musica reatina in uno dei suoi momenti più fecondi e creativi, colma non solo un vuoto ma rappresenta attualmente il punto di riferimento obbligato per chiunque intenda approfondire l'argomento.    


Libro Preti-briganti tra Sabina e Cicolano (1798-1799). La guerra sanfedista contro l'invasione giacobina. I preti-briganti Andrea Tiburzi, Vincenzo Micarelli e il capomas di Roberto Lorenzetti

La reazione sanfedista all'invasione giacobina nell'area umbro-sabina è ricca di episodi a volte decisamente singolari che sono rimasti per lo più estranei alle sintesi storiografiche su questo periodo. Nel libro vengono prese in considerazione le esperienze dei cosiddetti preti-briganti che si armarono combattendo contro le truppe francesi che in poco tempo conquistarono l'Italia centrale e quella meridionale, dando vita alle repubbliche Romana e Partenopea. Don Andrea Tiburzi, arciprete di Cottanello in Sabina e don Vincenzo Micarelli, arciprete di Sambuco nel Cicolano, furono alla testa di due bande artefici di numerosi episodi in chiave sanfedista. Quest'ultimo fu il principale aiutante del generale Salomone con cui combatté per riconquistare L'Aquila e Rieti. Il volume propone in appendice due rarissimi documenti in ristampa anastatica, il primo redatto da Andrea Tiburzi nel 1799 e l'altro da Vincenzo Micarelli nel 1800. Entrambi narrano le loro gesta tra il 1788 e il 1799.


Un romanzo anni '70

Un romanzo d’amore è un prezioso custode della difficile ed entusiasmante arte di vivere. Se poi la vicenda si dipana tra i percorsi di un viaggio, allora il risultato può essere notevole. Amare e viaggiare incarnano il connubio perfetto, il luogo ideale del tempo che amplifica ogni ricordo, ogni azione, ogni emozione.

Tutto riaffiora e vive di forza rinnovata. E Un coupé anni 70 ha la forza di assorbire il lettore e trasformarlo in un viaggiatore innamorato, proprio come Gabriele, il protagonista: della propria vita, di un’auto e di una donna.

La stessa donna che aveva già amato, sei anni prima, e che magicamente si ritrova al fianco in un itinerario lungo le tappe della mitica corsa automobilistica, la Mille Miglia. Perché accade di dover fare i conti con il caso capriccioso. Nel romanzo, come nel quotidiano, bastano una lettera, un invito da una persona che non si vede da tempo, e un amore chiuso nel cassetto dei ricordi, che torna ad intrigare. E via, ci si ritrova lungo strade, reali ed emotive, che non si pensava di dover percorrere. Succede tutto questo a Gabriele …, di professione regista, raffinato gentiluomo, uscito felicemente dalla penna di Fernando Felli. Lo scrittore reatino, attraverso le descrizioni minuziose e il potere evocativo di odori e rumori, a volte sfumati a volte forti, ha la capacità di catapultare chi legge nel mondo del suo personaggio. Un coupé anni 70 è non solo una MG modello B GT del 1973, che sa di tabacco con a bordo un uomo e una donna. E’ piuttosto un’auto che corre lungo i paesaggi e i luoghi della memoria, dei ricordi che si intrecciano, dell’amore che si riscopre. Si tratta in sostanza di un libro perfetto anche per chi ama viaggiare rimanendo comodamente seduto in poltrona, magari con una buona musica di sottofondo. Costante presenza di tutto il romanzo, ricco di spunti musicali.

Recensione di Enrica Muretti 04 agosto 2006

 

 

NOTE SULL’AUTORE

Fernando Felli, giornalista e scrittore è nato ad Antrodoco (RI) il 28 febbraio 1954. Ha pubblicato nel 2005 il suo primo libro "Prima che dimentichi, un libro zapping, che invita il lettore a ritrovarsi nelle storie vissute da un ragazzo sessantottino. Musicista e leader dei Petrarca, gruppo musicale specializzato in brani dei complessi degli anni 60 – 70. Motociclista da sempre.



Il volume ripercorre, attraverso uno scrupoloso lavoro di ricerca di archivio, la complessa vicenda storica del movimento anarchico in Abruzzo. L’analisi di documentazione inedita e l’accurata opera di ricostruzione e interpreta- zione storica dell’autore, fanno finalmente luce su un tassello della storia regionale che ben si inserisce nel quadro complessivo degli sviluppi storiografici sul movimento anarchico a livello nazionale e internazionale.

Prefazione di Maurizio Antonioli, 2010, pp. 254, € 18,50, Isbn 978-88-87132-62-5